Enti Pubblici e Politica 

Dal governo Conte alla corte di Meloni: la conversione lampo di Roberto Traversi. Dalle 5 stelle alla fiamma tricolore è un attimo

Già sottosegretario con Giuseppe Conte e coordinatore ligure del Movimento 5 Stelle, approda in Fratelli d’Italia celebrando la stabilità di Giorgia Meloni. A impartire lezioni di coerenza arriva anche Francesco Maresca, transitato in pochi anni da Vince Genova alla Lista Toti, poi a FdI e infine a Futuro Nazionale

C’è chi cambia idea, chi cambia partito e chi, con maggiore ambizione, cambia direttamente sistema di riferimento. Roberto Traversi appartiene ormai alla terza categoria. Eletto nel 2018 con il Movimento 5 Stelle, diventato sottosegretario nel secondo governo di Giuseppe Conte, promosso coordinatore ligure del M5S e rieletto nel 2022, il deputato ha completato il proprio itinerario politico approdando in Fratelli d’Italia.

Un viaggio non lunghissimo in termini geografici, ma notevole sul piano delle coordinate politiche. Ad aprile Traversi aveva lasciato il Movimento 5 Stelle, in polemica con la gestione di Conte, per accomodarsi temporaneamente nel gruppo Misto. Tre mesi dopo è arrivata la nuova destinazione: FdI, il partito che oggi gli appare come il naturale presidio della coerenza, della stabilità e della serietà istituzionale.

La motivazione ufficiale è solenne. Roberto Traversi attribuisce alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni il merito di aver tenuto insieme il quadro finanziario e garantito stabilità istituzionale in una fase segnata dal debito pubblico e da una congiuntura geopolitica complicata. Secondo il deputato, la premier avrebbe inoltre cambiato la percezione dell’Italia sulla scena internazionale.

Una valutazione maturata evidentemente con la rapidità dei grandi processi interiori. Fino a pochi mesi fa Traversi sedeva in un partito che di Fratelli d’Italia contestava quasi tutto; ora, invece, ne ammira la coerenza dimostrata “in Aula e nelle piazze”. Il passaggio non viene presentato come una semplice scelta parlamentare, ma come l’ingresso in una comunità politica, formula più affettuosa e meno burocratica della parola “partito”.

Il nuovo arrivato ha ringraziato il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, il coordinatore regionale Matteo Rosso e il commissario genovese Stefano Maullu. L’accoglienza, a giudicare dalle dichiarazioni, è stata calorosa. Del resto, in politica le conversioni sono spesso considerate sospette solo quando avvengono verso il campo avversario; quando invece portano un seggio in dote, diventano quasi sempre esempi di maturazione.

Matteo Rosso ha celebrato l’ingresso sostenendo che la Liguria rafforza così la propria presenza territoriale in Parlamento. Il coordinatore ligure di Fratelli d’Italia ha anche sottolineato come il partito abbia aumentato il consenso nonostante quasi quattro anni di governo, definendo il risultato un caso unico nella storia repubblicana. La conclusione è che coerenza e capacità amministrativa avrebbero convinto perfino chi arriva da un percorso politico molto diverso.

Il passaggio è delicato, perché Roberto Traversi non proviene semplicemente da un’altra sigla. Arriva dal M5S ligure che ha guidato, dal governo Conte nel quale ha ricoperto l’incarico di sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti e da una lunga esperienza parlamentare costruita proprio dentro il movimento fondato sull’opposizione ai partiti tradizionali. È stato eletto nel collegio Genova-Sestri nel 2018 con il 35,6% dei voti, ha lavorato nelle commissioni Difesa, Ambiente e Trasporti ed è stato relatore del decreto “Sblocca cantieri”.

Nel settembre 2019 Traversi era entrato nel secondo governo Conte con competenze su porti, autorità di sistema portuale e sicurezza stradale. Nel 2022 era stato rieletto e nominato coordinatore ligure del Movimento 5 Stelle, incarico difficilmente compatibile, almeno sul piano simbolico, con un futuro approdo nel partito di Meloni. Ma la politica, quando vuole, sa dimostrarsi più elastica di qualsiasi programma elettorale.

A completare la cerimonia di benvenuto è intervenuto Maullu, che ha approfittato dell’occasione per attaccare l’amministrazione genovese. Secondo il vicecapogruppo alla Camera di FdI, Genova e la Città metropolitana si starebbero già risvegliando dal “sogno” costruito in campagna elettorale dalla sindaca Silvia Salis, al quale non sarebbe seguito nulla sul piano amministrativo. Nel Tigullio, ha aggiunto, i cittadini si sentirebbero abbandonati da una sinistra fatta di tasse e insicurezza.

In questo quadro, la voce di Roberto Traversi dovrebbe portare sul territorio l’azione del governo Meloni in materia di sicurezza e gestione del bene pubblico. È un compito che l’ex esponente pentastellato affronterà con un bagaglio politico certamente variegato: opposizione ai partiti, esperienza nel governo Conte, guida regionale del M5S, passaggio nel gruppo Misto e, infine, adesione a Fratelli d’Italia.

Resta soltanto un piccolo dettaglio amministrativo: la scheda della Camera risulta ancora aggiornata alla sua permanenza nel gruppo Misto. Probabilmente si tratta di un semplice ritardo tecnico. La politica, questa volta, è arrivata prima della burocrazia. E per un ex sottosegretario alle Infrastrutture è quasi una rivincita personale.

A impartire la lezione sulla coerenza si è aggiunto Francesco Maresca, che sui social ha commentato il passaggio di Roberto Traversi con la formula «da compagno a patriota». Un pulpito particolarmente attrezzato: nel giro di pochi anni, dal 2017 ad oggi, Maresca è passato da Vince Genova alla Lista Toti, quindi a Fratelli d’Italia e infine a Futuro Nazionale, il movimento fondato da Roberto Vannacci al quale ha aderito nel giugno scorso dopo aver lasciato FdI.

Nel post, Francesco Maresca spiega di aver sentito «odore di imbarcato» e di essersene andato per restare fedele ai propri valori di destra. Tutto legittimo, naturalmente. Colpisce soltanto la naturalezza con cui, dopo quattro approdi politici in una manciata di anni, si presenta al molo per controllare i biglietti degli altri. La coerenza, evidentemente, non consiste nel restare nello stesso partito: consiste nel cambiare ogni volta per ragioni impeccabilmente coerenti.

La scena assume così una sua armonia. Roberto Traversi, già dirigente del Movimento 5 Stelle e sottosegretario nel governo di Giuseppe Conte, scopre la stabilità di Giorgia Meloni e sale a bordo di Fratelli d’Italia. Francesco Maresca, che da quella nave è appena sceso per raggiungere Futuro Nazionale, lo osserva dalla banchina e gli impartisce una lezione sui cambi di casacca. In politica, del resto, l’esperienza conta: soprattutto quando si tratta di riconoscere un imbarco.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts